… Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».
Unica è la vocazione di tutte le creature: avere la vita in pienezza.
Unico il progetto di Dio: che l’uomo diventi Figlio e viva di vita divina.
Unica la condizione: avere desiderio di essa. E ascoltare quella voce che chiama le sue pecore una per una,
per nome, quel Gesù per cui non esiste la massa, e ciascuno ha un volto e nome.
Vita è respiro, forza, salute, amore, relazioni, gioia, libertà: la storia del mondo altro non è che un
pellegrinaggio verso la vita.
Gesù Cristo è e da la vita, ma la vita in abbondanza. Definitiva, eterna.
Alla luce di questo, anche in un periodo di crisi che ha sicuramente impoverito il bagaglio della
Speranza e ingrandito quello delle paure e delle preoccupazioni, è necessario invocare un deciso cambio di passo.
Ecco la Pasqua: un evento straordinario che ci ricorda l’amore infinito che Gesù ha dimostrato all’umanità, il quale offrendosi liberamente alla crocefissione, ci ha resi liberi dalla schiavitù della morte.
Chi osserva il “comandamento” dell’amore avrà la vita e darà la vita: questo è l’augurio che facciamo a tutti, affinché il nostro operare quotidiano, pur con i limiti che abbiamo, sia espressione di questo sentimento gratuito e profondo.
Fraterni saluti.
Alberto e Anita

