“Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.” (Gv 9,6-7).
Gesù vince il male fisico, lo vince con un gesto che ci può sembrare strano e sgradevole, ma che istintivamente ci troviamo a compiere anche noi quando capita che i nostri bambini si taglino e per pulire la ferita ricorriamo ad un po’ di saliva. La saliva di Gesù guarisce il cieco nato, egli fiducioso ascolta le sue parole e torna che ci vede, vede veramente, vede per la prima volta.
A noi è sembrato di cogliere in questo gesto di Gesù il rinnovarsi della creazione, Dio nella Genesi plasma la polvere del suolo e crea l’uomo, Gesù oggi plasma la terra e nasce l’uomo nuovo. Anche noi genitori, chiamati, prima nella fede a continuare l’azione guaritrice di Gesù, e poi nel matrimonio a collaborare con Dio alla creazione, sappiamo lenire il dolore con parole di conforto, con l’abbraccio, con la nostra presenza, forti della vicinanza di Dio che ci è Padre, Egli ci conforta con le parole e i gesti concreti di chi ci sta vicino. E’ proprio in questo periodo quaresimale che sperimentiamo in modo particolare la Sua vicinanza, negli inviti che ci rivolge alla conversione e nella Sua disponibilità alla riconciliazione e al perdono.
Quello che ci sembra di intuire oggi, scrivendo questa breve riflessione, è che è proprio il perdono che apre le porte alla relazione, Gesù prima perdona è poi invita alla sua sequela.
Quante volte in una giornata dobbiamo anche noi esercitarci in questa difficile virtù? Risposte sgarbate: “Non capisci niente, lasciami in pace, no, …” aiuto negato “faccio dopo, perché devo sempre aiutarti io, a me va bene anche così, è un problema tuo…..” o addirittura sentirsi ignorati e lasciati soli. Quanto lontani da Dio ci sentiamo in questi momenti, quanto ci sembra impossibile riuscire ad essere sacramento dell’amore di Dio.
La proposta che facciamo, prima di tutto a noi stessi, in questo periodo di quaresima, la cogliamo, reinterpretando, da un incontro per i genitori dei bimbi che si stanno preparando al sacramento della riconciliazione e concerne nel modellare la nostra vita e la nostra giornata con i tre atteggiamenti che il Cardinale Carlo Maria Martini ha proposto nell’accostarsi al sacramento della riconciliazione.
Egli suggerisce come primo momento la lode che è la capacità di riconoscere i doni che Dio ci fa. Per ogni esperienza spiacevole vissuta troviamone una di gioia: un grazie ricevuto per il costume di carnevale cucito la sera prima della festa, le risate per una giornata divertente trascorsa assieme, una parola gentile, una cena assieme chiacchierando tranquillamente, i ragazzi che tra loro si aiutano a studiare per un compito.
Il secondo momento è “dirsi la vita”, riconoscere che cosa nella giornata “vorrei che non ci fosse stato, che cosa vorrei non aver fatto, che cosa mi dà disagio, che cosa mi pesa?”. Partendo dalla propria casa, la propria famiglia, il coniuge e i figli, dobbiamo imparare a chiedere scusa per la nostra pigrizia, per i malumori, per non riuscire a fare con gusto i propri impegni, per aver qualche volta parlato male di qualcuno, perché non ci sforziamo di conoscere di più il Signore, perché non facciamo abbastanza per la nostra comunità, per non essere validi testimoni…
Infine il terzo e ultimo momento è tenere aperto il nostro cuore a Cristo e qui ci viene in aiuto la preghiera vissuta nella semplicità e nelle difficoltà del quotidiano: magari una breve lettura del Vangelo del giorno fatta assieme, una preghiera di ringraziamento a tavola prima del pasto, un pensiero quando si va a dormire o si sale in macchina.
Buona quaresima
Giulia e Marco

